Biografia

Michele Cannavale
vive ed opera ad Aversa, dove è nato il 3 Giugno 1962 .
Inizia a dipingere nel 1980. La sua prima personale nel 1986.
Il soggetto dei suoi lavori, che attiene spesso ad elementi naturalistici, foglie, fiori, paesaggi, è solo un pretesto, per costruire una architettura compositiva nella quale "far Pittura"e cercare il valore assoluto di essa nei suoi aspetti poetici, dinamici nonchè cromatici che vanno oltre la percezione figurativa.


 

Alcune Mostre ed Esposizioni



1985- I Premio Angela Carugati Napoli
1986- Rassegna Artistica dell'Agro Aversano V Premio Lusciano
1986- Rassegna Concorso d'Arte figurativa V Premio Aversa
1986- Personale A.C.L.I Aversa
1987- Personale Teatro Garibaldi S.Maria Capua Vetere
1988-II Premio Pittura Estemporanea Maddaloni
1989- I Premio PitturaEstemporanea di Casapozzano
1990- Collettiva Pro loco di Aversa
1991- Estemporanea di Pittura D.L.F. III Premio Aversa
1993- Collettiva Artisti contemporanei S.Marco E.
1999- I Rass.d'Arte Sacra "Sulle orme del Sacro" Chiostro S.Francesco Aversa
2003- Scambio di colore Alba (Cuneo)
2003- Collettiva Arte Associazione Leo Club Aversa
2005-III Premio Iommelli e la sua città Ascom Aversa
2007-Collettiva Naonisart Porcia (PN)



 



Testo critico a cura di Ferrandino Saverio


Michele Cannavale, classe 1962, è artista aversano, con marcata passione verso il colore. Tela, pennelli, spatole, questi i materiali di cui fa uso, per rendere percepibile la propria esperienza del mondo e di ciò che vive il suo inconscio. Esperienza definita ed empirica, travolgente e passionale, ma nello stesso istante un' esperienza mistica, paragonabile ad uno stato di pensiero orientale, o meglio " Zen", in cui l'artista Cannavale si identifica nel momento della realizzazione dell' opera con gesti concreti, in cui ogni singola pennellata lascia un segno indelebile di colore e di musicalità. Come una folgore appone immediato il suo tratto, dato dalla spatola o dal pennello, concretizzando all'istante momenti di purezza della gestualità, del fare. Il pulsare con quel movimento ritmico, peculiare dello spirito Zen, in una armonia di colori e di spazio, che solo chi ha fatto l'esperienza magica di questa disciplina può raggiungere. Non a caso il Cannavale (figura mistica in un certo senso), nel suo laboratorio, fa la sua esperienza a contatto diretto con la materia, rendendola viva e allo stesso tempo libera da ogni legame con reale, cogliendo l'anima delle cose, dando luce ed ombre a suoi dipinti, identificandosi con essi, raggiungendo stati di estasi. La consapevolezza gli fa superare qualsiasi avversità e condizionamento, portandolo a contemplare direttamente la natura, libero da ogni processo di elaborazione concettuale, imprimendo pathos alla sua opera.